Vai al contenuto principale

Componenti: Carlo Carini (coordinatore), Vittor Ivo Comparato, Regina Lupi, Lorenzo Medici, Fausto Proietti, Francesco Randazzo, Luciano Tosi, Lorella Tosone

Oggetto: L’area tematica si propone di studiare, a fini scientifici e didattici, la governance interna e internazionale e la loro evoluzione nel tempo, attraverso l’analisi, sul piano interno, delle forme di governo sviluppatesi in età moderna e contemporanea e dei sistemi politici ed elettorali e, sul piano esterno, delle varie istituzioni internazionali, che, specie a partire dall’inizio del Novecento, hanno favorito la cooperazione tra gli Stati e avviato forme di governance globale. Si propone, inoltre, di cogliere le interrelazioni tra governance interna e governance internazionale sia dal punto di vista dello sviluppo delle dottrine e del dibattito politico sia con riferimento alle diverse esperienze storicamente maturate (avendo presente la natura particolare degli strumenti di governance complementari, propri delle organizzazioni internazionali rispetto a quelli nazionali).

Diverse metodologie andranno, perciò, a confrontarsi in quest’ambito di studio: a) quella filosofico-dottrinale (campo di osservazione particolarmente importante l’Età moderna); b) quella storico-politica (volta a cogliere, per es., il grado di affinità tra regimi interni e scelte internazionali, tra regimi autoritari e politica di potenza, tra democrazie e politiche di cooperazione, e così via), e c) quella  più specificamente legata all’analisi interdisciplinare dei modelli di governance propri delle organizzazioni internazionali, considerando i compiti che sono oggi chiamati a svolgere, su scala globale, tali organismi in tema di scelte economiche e sociali, demografiche, di cooperazione allo sviluppo, tutela dei diritti, ecc.

Se l’Unione Europea rappresenta un quadro di lavoro particolarmente importante e ravvicinato, non sarà trascurato l’esame del ruolo svolto da istituzioni come l’Onu, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Oil la Fao o l’Unicef, che hanno sviluppato un livello di autonomia e di inferenza con gli Stati nazionali, tale da modificare in modo sostanziale le dottrine politiche e i sistemi di riferimento.  Particolare attenzione verrà riservata ai tentativi posti in essere soprattutto dai paesi emergenti per rispondere alle sfide della globalizzazione attraverso la creazione di organismi regionali e sub-regionali.

L’integrazione, non solo metodologica, tra Storia moderna e contemporanea, Storia del pensiero politico e Storia delle relazioni internazionali potrà costituire un punto di coagulo di interessi scientifico-didattici per una molteplicità di altre materie, che normalmente gravitano in quest’area, orientata allo studio dei modelli politici e dei fenomeni di globalizzazione: dalla Filosofia politica al Diritto costituzionale, dalla Scienza politica all’Economia internazionale alla Statistica alla Demografia, dalle Storie geografiche e di settore al Giornalismo. 

La collaborazione potrà dar luogo a specifici progetti di ricerca come ad attività didattiche mirate, a diverse tipologie seminariali come a singoli dibattiti o convegni, essendo l’obiettivo quello di documentare valori e conseguenze che accompagnano la crescente interrelazione, su scala globale, fra dimensione nazionale e dimensione sovranazionale. 

Vai a inizio pagina
Sommario