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La città conflittuale

La città intesa come unità di analisi di una pluralità di fenomeni è al centro della riflessione sociologica. Vi sono almeno due criticità che concorrono alla definizione della città in senso conflittuale e attraverso le quali è possibile individuare problemi e definire opportunità di sviluppo. In primo luogo i fenomeni di flusso che sono motivo di tensioni spesso difficilmente governabili. Il convegno affronterà i temi dei flussi migratori, di quelli turistici, ma anche altre forme di mobilità che riguardano gli spostamenti dei luoghi di produzione e dei residenti (dal centro storico alla periferia e viceversa) e degli users (si pensi alle città universitarie e agli studenti). Questi processi si intrecciano contribuendo anche a definire la natura poliritmica della città e l’obiettivo è cercare di costruire un quadro più preciso entro il quale individuare i gruppi sociali coinvolti e le dinamiche del conflitto, reale o potenziale che sia.

Una seconda considerazione guarda invece alle città come attori pienamente inseriti nello spazio globale fortemente competitivo. Le politiche di riorganizzazione dello Stato in senso neoliberista hanno definito negli ultimi decenni un nuovo contesto di competizione territoriale entro il quale gli attori sub-statali, ed in modo particolare le città, si muovono sia sull’asse verticale che su quello orizzontale della strutturazione socio-spaziale. In questo caso il conflitto può essere ben rappresentato dall’asse dicotomico competizione-cooperazione e il concetto di smart city può forse rappresentare un esempio efficace di risposta alle criticità generate sia dai fenomeni di flusso sia dagli effetti della competizione territoriale.

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